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Vorrei vendere anche i mobili

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mercoledì 10 ottobre 2012 – E insomma, oltre la casa vorrei vendere anche i mobili. Lei che dice? – … – Beh cos’è quella faccia? Sono mobili buoni, tutta radica eh, mia mamma li ha pagati un occhio. – Sì, nel 1950. – Cosa c’entra, sono in perfetto stato. – Si ma, mi perdoni la franchezza, fanno cagare. Lei se li metterebbe in casa? – No… – E allora, su. – Ma forse, trovando un appassionato… – No. Lo ammetto sono stato un po’ tranchant ma ragazzi, erano davvero immondi. Già la casa non era una meraviglia, trovare uno che se ne innamorasse e che fosse allo stesso tempo appassionato di mobili brutti, e disposto a pagarli pure, sarebbe stata una anomalia statistica sulla quale non mi andava di scommettere neanche i pelucchi che avevo nelle tasche dei jeans. Se vuoi leggerti questo romanzo sul tuo eBook reader, lo trovi gratis su Amazon, con Kindle Unlimited. E c’è anche la versione cartacea , se preferisci.   Trovalo su Amazon

La finestra sul cortile

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venerdì 14 settembre 2012 Ennesimo appuntamento per affittare una vecchia casa di campagna, di quelle con stalla e fienile annessi, in una delle più remote frazioni della provincia. In realtà, è pure lontana dal centro di quella frazione. Centro più geometrico che altro, visto che anche l’unico bar/giornalaio/spaccio aperto nel primo dopoguerra aveva chiuso ormai da anni. Con la mia vecchia e gloriosa Alfa Romeo 147 Turbodiesel, temendo a ogni buca che mi si spezzasse il semiasse, oggi pomeriggio mi sono avventurato ancora una volta sulla carrettiera che porta alla vecchia casa. Tutte le volte precedenti avevo fatto vedere la casa da solo, ma dopo l’ultimo fallimentare tentativo il proprietario aveva deciso che sarebbe stata buona cosa accompagnarmi , e quindi oggi mi aspettava sul cortile davanti alla casa. Scarsa fiducia, e un po’ lo capisco, ma affittare questa casa è un’impresa tosta, se ne sarebbe presto reso conto anche lui. La pettinatura perfetta dei capelli radi e grigi, i moc...

Winners don't use drugs

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venerdì 10 agosto 2012 Verso le diciotto è entrata in ufficio una ragazza accompagnata da un belloccio palestrato e abbronzato. Lei si era chiaramente appena fatta di qualcosa, cocaina o anfetamine, non saprei dire, e mentre parlava digrignava i denti, smascellava, cambiava posizione di continuo e sgranava gli occhi come per mettere a fuoco qualcosa di visibile solo a lei a venti centimetri dal suo naso. Mentre parlavo lui annuiva meccanicamente, spingendo ogni tanto in fuori il mento nella parodia di uno che sta capendo e riflettendo attentamente su tutto. Era probabilmente fatto anche lui, semplicemente i suoi tic nervosi erano meno evidenti. Lei ascoltava afferrando credo solo la metà di quello che dicevo, e come avrebbe potuto essere altrimenti? Dopo avergli fatto vedere e descritto almeno una decina di appartamenti, lui punta il dito al monitor e dice – Questo, questo! Che ne dici amò, questo ha anche la stanzetta per il piccolo, secondo me va bene… Gli occhi di lei schizzavano a ...

Il corso e gli studenti

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lunedì 23 luglio 2012 Sto frequentando il corso da ormai un mese, alternando serate di lavoro extra per riuscire a pagare le rate del mutuo, a serate, onestamente più pallose che complicate, di studio del codice civile e amenità immobiliari varie. Sono stanco ma reggo, per ora. E mi diverto a guardare i miei compagni di corso, immaginandoli come soggetti di un documentario naturalistico con la voce di David Attenborough. Mediatori alpha sono facili da riconoscere. Sono quelli più abbronzati ed eleganti. Sì esatto, lavorano quasi sempre per agenzie in franchising, da anni in alcuni casi. Gli esemplari più giovani sembrano alla costante ricerca di un partner femminile da ammaliare con sorrisi asimmetrici a sopracciglio alzato, petto gonfio e aneddoti su compravendite milionarie. Sono caratterizzati da un’epidermide leggermente più chiara degli esemplari anziani , dal derma quasi brunito, solitamente più scontrosi dei primi ma egualmente boriosi. Seguono il corso solo perché obbligati da...

Ancora quindici minuti

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venerdì 8 giugno 2012 Sono le 18:45 e credo di aver fatto almeno duecentosettanta starnuti da stamattina. Starò mica diventando allergico ai pollini? Prima di pranzo ho parlato con uno che ogni due parole ci ficcava “Noccioènonogapido”. A sua difesa posso dire che aveva anche la faccia di uno che realmente non aveva capito. Dieci minuti fa invece ho finito una telefonata con una cliente, di quelle che ho scarrozzato a destra e sinistra forse una decina di volte nelle ultime settimane. – Pensavo che insomma, l’appartamento quello là alla fine non lo prendo. Ne ho trovato uno con l’altra agenzia che, sa anche lei come vanno le cose, mi è piaciuto meglio, ecco. Comunque la ringrazio lo stesso sa? Pausa di qualche secondo. – Però, se trova qualcosa d’altro da farmi vedere la prossima settimana, sappi che io fino a giovedì non firmo niente. – Certo signora, se mi entra qualcosa di nuovo la chiamo. (Come no.) Mi sta anche venendo un mal di testa atroce, forse per colpa dei rinculi degli sta...

Sotto la cenere

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giovedì 10 maggio 2012 Oggi giornata corta. Un rogito alle quattro di pomeriggio significa che poi è tana libera tutti: la pagnotta è stata ampiamente guadagnata. E quindi anche se sono solo le sette sono già rincasato da un po’, ho fatto la doccia e ho messo una pizza surgelata in forno, sapientemente corretta con formaggio e speck. La birra delle grandi occasioni, che costa ben due euro in più alla bottiglia, è in frigorifero e aspetta solo di essere stappata. Mi ci è voluto più di un anno per recuperare dal mio burnout. Il nuovo lavoro ha chiaramente portato con sé nuovi tipi di stress, e anche qualche attacco di panico (non si pu ò aver tutto dalla vita, no? E comunque dallo scorso settembre, non mi è più capitato) , ma in generale i ritmi sono molto più rilassati di quelli che sostenevo prima, e per il mio cervello è un po’ l’equivalente di stare in vacanza. Una vacanza non di lusso e piena di rotture di coglioni, ma pur sempre vacanza. E toh, come per magia vedi un po’ che mi st...

Lezioni di grafica e Pastamatic

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lunedì 23 aprile 2012 Non basta il lavoro diurno. Se voglio riuscire a pagare le rate del mutuo sono costretto a prendere qualche lavoretto da fare alla sera o nei weekend, o nelle pause pranzo. Voglio a tutti i costi evitare un altro burnout, ma vorrei riuscire anche a evitare possibili telefonate dal direttore della banca, e magari chissà, un giorno permettermi un frigorifero e un letto vero invece del materasso gonfiabile. E quindi faccio qualche piccolo sito internet, lavoro su qualche database, e ogni tanto do lezioni di grafica, grafica tridimensionale nello specifico, altrimenti che nerd sarei? Un amico qualche tempo fa mi aveva detto che la moglie di un conoscente, consigliere regionale, era stanca di stare a casa tutto il giorno a non fare niente, e che dopo aver visto progetti 3D sui quali stava lavorando una sua amica architetta aveva deciso che la grafica tridimensionale sarebbe stata un ottimo riempitivo per le sue giornate vuote. Doveva solo trovare un insegnante. – Che d...