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Visualizzazione dei post da aprile, 2023

Vorrei vendere anche i mobili

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mercoledì 10 ottobre 2012 – E insomma, oltre la casa vorrei vendere anche i mobili. Lei che dice? – … – Beh cos’è quella faccia? Sono mobili buoni, tutta radica eh, mia mamma li ha pagati un occhio. – Sì, nel 1950. – Cosa c’entra, sono in perfetto stato. – Si ma, mi perdoni la franchezza, fanno cagare. Lei se li metterebbe in casa? – No… – E allora, su. – Ma forse, trovando un appassionato… – No. Lo ammetto sono stato un po’ tranchant ma ragazzi, erano davvero immondi. Già la casa non era una meraviglia, trovare uno che se ne innamorasse e che fosse allo stesso tempo appassionato di mobili brutti, e disposto a pagarli pure, sarebbe stata una anomalia statistica sulla quale non mi andava di scommettere neanche i pelucchi che avevo nelle tasche dei jeans. Se vuoi leggerti questo romanzo sul tuo eBook reader, lo trovi gratis su Amazon, con Kindle Unlimited. E c’è anche la versione cartacea , se preferisci.   Trovalo su Amazon

La finestra sul cortile

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venerdì 14 settembre 2012 Ennesimo appuntamento per affittare una vecchia casa di campagna, di quelle con stalla e fienile annessi, in una delle più remote frazioni della provincia. In realtà, è pure lontana dal centro di quella frazione. Centro più geometrico che altro, visto che anche l’unico bar/giornalaio/spaccio aperto nel primo dopoguerra aveva chiuso ormai da anni. Con la mia vecchia e gloriosa Alfa Romeo 147 Turbodiesel, temendo a ogni buca che mi si spezzasse il semiasse, oggi pomeriggio mi sono avventurato ancora una volta sulla carrettiera che porta alla vecchia casa. Tutte le volte precedenti avevo fatto vedere la casa da solo, ma dopo l’ultimo fallimentare tentativo il proprietario aveva deciso che sarebbe stata buona cosa accompagnarmi , e quindi oggi mi aspettava sul cortile davanti alla casa. Scarsa fiducia, e un po’ lo capisco, ma affittare questa casa è un’impresa tosta, se ne sarebbe presto reso conto anche lui. La pettinatura perfetta dei capelli radi e grigi, i moc...

Winners don't use drugs

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venerdì 10 agosto 2012 Verso le diciotto è entrata in ufficio una ragazza accompagnata da un belloccio palestrato e abbronzato. Lei si era chiaramente appena fatta di qualcosa, cocaina o anfetamine, non saprei dire, e mentre parlava digrignava i denti, smascellava, cambiava posizione di continuo e sgranava gli occhi come per mettere a fuoco qualcosa di visibile solo a lei a venti centimetri dal suo naso. Mentre parlavo lui annuiva meccanicamente, spingendo ogni tanto in fuori il mento nella parodia di uno che sta capendo e riflettendo attentamente su tutto. Era probabilmente fatto anche lui, semplicemente i suoi tic nervosi erano meno evidenti. Lei ascoltava afferrando credo solo la metà di quello che dicevo, e come avrebbe potuto essere altrimenti? Dopo avergli fatto vedere e descritto almeno una decina di appartamenti, lui punta il dito al monitor e dice – Questo, questo! Che ne dici amò, questo ha anche la stanzetta per il piccolo, secondo me va bene… Gli occhi di lei schizzavano a ...

Il corso e gli studenti

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lunedì 23 luglio 2012 Sto frequentando il corso da ormai un mese, alternando serate di lavoro extra per riuscire a pagare le rate del mutuo, a serate, onestamente più pallose che complicate, di studio del codice civile e amenità immobiliari varie. Sono stanco ma reggo, per ora. E mi diverto a guardare i miei compagni di corso, immaginandoli come soggetti di un documentario naturalistico con la voce di David Attenborough. Mediatori alpha sono facili da riconoscere. Sono quelli più abbronzati ed eleganti. Sì esatto, lavorano quasi sempre per agenzie in franchising, da anni in alcuni casi. Gli esemplari più giovani sembrano alla costante ricerca di un partner femminile da ammaliare con sorrisi asimmetrici a sopracciglio alzato, petto gonfio e aneddoti su compravendite milionarie. Sono caratterizzati da un’epidermide leggermente più chiara degli esemplari anziani , dal derma quasi brunito, solitamente più scontrosi dei primi ma egualmente boriosi. Seguono il corso solo perché obbligati da...

Ancora quindici minuti

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venerdì 8 giugno 2012 Sono le 18:45 e credo di aver fatto almeno duecentosettanta starnuti da stamattina. Starò mica diventando allergico ai pollini? Prima di pranzo ho parlato con uno che ogni due parole ci ficcava “Noccioènonogapido”. A sua difesa posso dire che aveva anche la faccia di uno che realmente non aveva capito. Dieci minuti fa invece ho finito una telefonata con una cliente, di quelle che ho scarrozzato a destra e sinistra forse una decina di volte nelle ultime settimane. – Pensavo che insomma, l’appartamento quello là alla fine non lo prendo. Ne ho trovato uno con l’altra agenzia che, sa anche lei come vanno le cose, mi è piaciuto meglio, ecco. Comunque la ringrazio lo stesso sa? Pausa di qualche secondo. – Però, se trova qualcosa d’altro da farmi vedere la prossima settimana, sappi che io fino a giovedì non firmo niente. – Certo signora, se mi entra qualcosa di nuovo la chiamo. (Come no.) Mi sta anche venendo un mal di testa atroce, forse per colpa dei rinculi degli sta...

Sotto la cenere

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giovedì 10 maggio 2012 Oggi giornata corta. Un rogito alle quattro di pomeriggio significa che poi è tana libera tutti: la pagnotta è stata ampiamente guadagnata. E quindi anche se sono solo le sette sono già rincasato da un po’, ho fatto la doccia e ho messo una pizza surgelata in forno, sapientemente corretta con formaggio e speck. La birra delle grandi occasioni, che costa ben due euro in più alla bottiglia, è in frigorifero e aspetta solo di essere stappata. Mi ci è voluto più di un anno per recuperare dal mio burnout. Il nuovo lavoro ha chiaramente portato con sé nuovi tipi di stress, e anche qualche attacco di panico (non si pu ò aver tutto dalla vita, no? E comunque dallo scorso settembre, non mi è più capitato) , ma in generale i ritmi sono molto più rilassati di quelli che sostenevo prima, e per il mio cervello è un po’ l’equivalente di stare in vacanza. Una vacanza non di lusso e piena di rotture di coglioni, ma pur sempre vacanza. E toh, come per magia vedi un po’ che mi st...

Lezioni di grafica e Pastamatic

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lunedì 23 aprile 2012 Non basta il lavoro diurno. Se voglio riuscire a pagare le rate del mutuo sono costretto a prendere qualche lavoretto da fare alla sera o nei weekend, o nelle pause pranzo. Voglio a tutti i costi evitare un altro burnout, ma vorrei riuscire anche a evitare possibili telefonate dal direttore della banca, e magari chissà, un giorno permettermi un frigorifero e un letto vero invece del materasso gonfiabile. E quindi faccio qualche piccolo sito internet, lavoro su qualche database, e ogni tanto do lezioni di grafica, grafica tridimensionale nello specifico, altrimenti che nerd sarei? Un amico qualche tempo fa mi aveva detto che la moglie di un conoscente, consigliere regionale, era stanca di stare a casa tutto il giorno a non fare niente, e che dopo aver visto progetti 3D sui quali stava lavorando una sua amica architetta aveva deciso che la grafica tridimensionale sarebbe stata un ottimo riempitivo per le sue giornate vuote. Doveva solo trovare un insegnante. – Che d...

Il notaio

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giovedì 12 aprile 2012 Il notaio, più ancora del geometra o dell’architetto, rappresenta per l’agente immobiliare la stella polare, il punto di riferimento certo, l’alfa e omega di ogni pratica. Per chi vende o compra casa, come per chi vuole risolvere le beghe del testamento del nonno o aprire una società, andare dal notaio significa quasi sempre dire addio a una buona fetta di culo, è vero, ma per legge non ne possiamo fare a meno. Anzi, questa cosa è così radicata a fondo nelle nostre coscienze che senza di lui ci sentiremmo pure persi. Perché quando davanti a noi legge il rogito, con la solennità di un vescovo in duomo il giorno di Natale, ci sentiamo protetti, al caldo e al sicuro sotto una morbida coperta di legalità. Nonostante la fetta di culo in meno. Mi chiedo come facciano in Inghilterra, senza notai. Deve essere terribile, una landa desolata popolata da selvaggi senza Dio. Oggi abbiamo avuto un rogito, e il notaio scelto era uno dei più in vista della città, di quelli che s...

iPhone nel 2012

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lunedì 2 aprile 2012 Ho dormito male, ho il mal di testa, è lunedì e davvero tu, Pietro, bello come il sole seduto davanti a me, hai deciso di mandarmi trenta foto ad alta risoluzione via mail dal tuo iPhone, divise in dieci tranches da tre scatti visto che, si sa, più di tre alla volta non si può, e perché ti pesa andare a prendere il cavetto che hai lasciato nell’auto parcheggiata dall’altra parte della strada? Fammi capire, sei ipercinetico sempre tranne stamattina? Trenta foto che, tra l’altro dovrò rinominare a una a una, visto che si chiameranno tutte FOTO1.JPG, in maiuscolo quindi pure URLATO. E una volta rinominate, mi toccherà passarle in rassegna per cestinare le più brutte e tenere le meno peggio, visto che sembri avere una strana predilezione per fotografare sottoscala bui, divani spelacchiati, piastrelle rotte e splendide panoramiche quasi sempre impallate da proprietari sfocati che fanno photobombing , così che da trenta arriveremo sì e no a otto foto buone, con tre qua...

Paradossi quantistici e piccioni

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lunedì 26 marzo 2012 Qualche giorno fa ci ha telefonato un cliente. L’inquilino di uno dei suoi appartamenti, un giovane insegnante, se ne andrà presto a causa di un trasferimento, e ci ha chiesto di andare a prendere qualche foto per pubblicare un annuncio. Ci ha lasciato il numero di telefono del ragazzo, e un’ora più tardi avevamo già fissato l’appuntamento per andare a fare il sopralluogo, il giorno successivo. Era tardo pomeriggio e il cielo scurissimo minacciava pioggia. Visto che era l’ultimo appuntamento della giornata, e che l’appartamento era sulla strada del ritorno a casa per entrambi, io e Alessandro abbiamo deciso di fare il sopralluogo assieme. Alla porta è venuto ad aprirci un ragazzone barbuto e occhialuto vestito di bianco. Bianco sporco. Anzi, bianco e sporco. Siamo entrati, e subito ho notato un enorme parallelepipedo verde luminescente alla nostra sinistra. Il ragazzo teneva in mano un sacchetto dal quale pizzicava quantità infinitesimali di fiocchi marroncini e c...

Triste storia di un postino milionario

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mercoledì 15 febbraio 2012 Il sig. Cavallari negli anni Novanta faceva il postino. Poi il sig. Cavallari ha vinto la lotteria, ed è diventato ricco, da un giorno all’altro. Milionario, diremo. Il sig. Cavallari invece di sputtanare tutto in auto sportive, yatch e coca, ha iniziato una nuova vita come imprenditore edile. Il sig. Cavallari era anche abbastanza simpatico, e si fermava spesso in ufficio per bere un caffè con noi e fare una chiacchierata. Abbiamo anche venduto e affittato qualcuno dei suoi appartamenti. Non molta roba, in realtà, ma il fatto è che era conosciuto da tutti, e vendeva benissimo anche da solo. Il sig. Cavallari aveva un figlio di poco più di vent’anni. Viziato e un po’ strano, come viziati e strani sono spesso i figli di chi è ricco. O forse un po’ di più. Il sig. Cavallari abitava in una bellissima casa nel centro della città, con vista sul grande parco alberato. Era grande, e ne adibiva una parte a bed & breakfast, che gestiva la moglie. Il sig. Cavallari...

Appunti a pennarello e high-tech

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mercoledì 18 gennaio 2012 – Ahmed, ma cos’è sta storia che da tre mesi non paghi Antenore? – Oh capo, non posso. Cosa vuoi mai, è cumplicado. – È complicato per tutti Ahmed… – Ma dai Antenore è ricco! – A parte che non è ricco, ma ti degneresti almeno di rispondere al telefono quando ti chiama? – No scé campo dove lavoro. – Ah, allora lavori. Perché l’ultima volta mi hai detto che il macello aveva chiuso. – Esatto, ecco perché non potevo pagare. – Sì, ma quindi adesso lavori, ho capito bene? Dove? – No, cioè sì lavoro ma da un mio amiquo. Dove spaccano le macchine vecchie sai. Pagano poco là, mica come al mascello. – Lo sai che il macello non ha mai chiuso? – Ah non so amiquo, a me però non mi chiamano più, poi vedi te. – Sì vabbè senti, Antenore mi ha chiesto se posso venire a vedere l’appartamento. Per controllare di persona se è tutto a posto. – Sìsì nusscé problema amiquo, vieni adessu se vuoi. Anzi no, spetta uno segondo. Pausa, suoni di microfono tappato con la mano. – No, vieni ...

Insoluti

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martedì 20 dicembre 2011 – Signor Coppola? Ecco, ho appena sentito l’azienda per l’apertura dell’utenza dell’acqua e… mi dicono che ha un insoluto di tremila euro dal precedente appartamento. Ciò è no bueno . Lui, ridendo – Eh minghia è vero, fa così: fallo intestare a mia moglie quello nuovo, che così facciamo una cosa che va bene. – Oddio, non la chiamerei una cosa che va bene ma ok… mi dica, sua moglie è pulita?  Pulitissima! – (e con 3.000 euro di acqua vorrei ben vedere) – Facciamo così Coppola, io ci provo e le faccio sapere ok? – Ecco, così mi piace che ragioni. Bravo! Però alla svelta che domani entriamo nell’appartamento, mi raccomando! Ammetto che, anche se avrei dovuto rifiutare, ci ho provato. Già di clienti ne abbiamo pochi, se non cerchiamo almeno di tenerceli buoni… Ma ad ogni modo, non è andata. – Purtroppo non ha funzionato sig. Coppola, pare che anche sua moglie abbia avuto problemi in passato con l’acqua. Ce l’avete come vizio di famiglia? – Ah, e no...

Abusi

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sabato 26 novembre 2011 Cronaca di una visita a una bella villetta in vendita, fatta un paio di settimane fa. Planimetrie in mano, avevo già fatto il tour attorno alla casa assieme alla proprietaria prendendo foto e facendo le domande di rito. Poi finalmente siamo entrati in casa, e ne ero felicissimo visto che faceva un freddo cane. – Ecco il soggiorno, un bel colpo d’occhio vero? Era grande, pieno di finestre che illuminavano un mobilio non banale. Bello, effettivamente. Ma i miei occhi si sono soffermati su un particolare. Un particolare grosso . Ho guardato la planimetria, riguardato il particolare, e poi di nuovo la planimetria. – Signora, ma quel buco nel soffitto? Con la scala a chiocciola? – Ah, l’ha notata! Abbiamo fatto tutto l’anno scorso. Porta alla mansarda. Non ha idea di quanto abbiamo pagato quella scala, è in legno pregiato, tek, lo conosce? – Sì ne ho sentito parlare. Maaa… diceva mansarda, giusto? Nel senso di abitabile? Perché dal progetto dovrebbe essere una soffit...

Una brutta fama

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mercoledì 26 ottobre 2011 Agente immobiliare. Una professione che soffre di uno stigma negativo che fa spesso rima con stronzo, disonesto, losco, parassita, avido, incompetente, imbroglione, arrogante, profittatore e farabutto. E la lista potrebbe andare avanti ancora a lungo, credo. Questa è un po’ l’opinione dell’uomo della strada, e sapete cosa? Forse ha torto, ma comunque lo capisco. Io non penso di rientrare in nessuna delle categorie qui sopra, e anzi faccio tutto per evitare di finirci, ma ne ho conosciuti di farabutti, eccome. E non tutti erano abbronzati e non tutti indossavano pantaloni col risvoltino, anche se una parte di me amerebbe pensarlo. Credo però che sia fuorviante concentrarsi solo sulla nostra categoria, perché diciamolo, è proprio il concetto di agente che sta sui coglioni. Gli agenti, in una ipotetica scala della reputazione si trovano sotto i venditori e di poco sopra a scarafaggi e politici Perché il venditore può forse barare sul prezzo di un prodotto, ma al...

Feticismi

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venerdì 14 ottobre 2011 È passata in ufficio una ragazza con un bambino piccolo in braccio, assieme al suo fidanzato, o forse marito. Si sono seduti di fronte a me, lui ha iniziato a parlare e io ad ascoltare. Poi, all’improvviso, lei ha tirato fuori dalla camicetta un seno. È rimasta così quattro o cinque interminabili secondi, con un seno fuori, mentre io parlavo di fondamenta e isolamento termico, fino a quando si è decisa ad avvicinare la bocca del pargolo e ad allattarlo. Ora, io sono per la libertà di allattamento, OVUNQUE, però cinque secondi sono tanti. Tanto da spingermi a pensare di essermi trovato di fronte a un nuovo tipo di feticismo. Bah, forse neanche tanto nuovo. Se vuoi leggerti questo romanzo sul tuo eBook reader, lo trovi gratis su Amazon, con Kindle Unlimited. E c’è anche la versione cartacea , se preferisci.   Trovalo su Amazon

Delirio coast-to-coast

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martedì 20 settembre 2011 Il titolo non ha senso, ma d’altronde sono ancora in fase semi-delirante da febbre e notte passata male, ho le mie scusanti. Non ho mai sofferto d’ansia nel vero senso della parola. Mai avuto problemi di gastriti da nervosismo, mal di testa, insonnia… Fino a qualche settimana fa, almeno. È passato un po’ di tempo da quando ho iniziato a fare questo lavoro, e non so, mi chiedo se sono veramente adatto. Se ha senso. Certo non potevo più andare avanti a fare quello che facevo prima, ma sono sicuro di aver fatto la scelta giusta? Questa cosa di andare casa per casa come un commesso viaggiatore prendendo più porte in faccia che buongiorno, fare “il tassista” scarrozzando a destra e sinistra clienti eternamente indecisi che poi scompaiono nel nulla, salvo ritornare mesi dopo con una lista nuova di zecca di case che vorrebbero tanto vedere , e le telefonate dei perditempo, e le banche che cambiano le regole sui mutui ogni dieci giorni… e c’è anche l’aspetto economico...

Sgrammaticature

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lunedì 29 agosto 2011 In pochi mesi sono riuscito a raccogliere un discreto campionario di strafalcioni. Spesso i colpevoli erano clienti, ma anche le castronerie che escono dalla penna dell’agente immobiliare medio non sono da scartare. – Nel capitolato, voglio le mattonelle della cucina in gres porcellonato . – Grazzie grazzie (le doppie si sentivano) signor Giovanni, mo’ le lascio i miei connotati così quann’ chà quaccosa mi chiama eh, mi raccomando. – Sa, ho visto che era l’ultimo appartamento disponibile col bagno con le piastrelle azzurre, e mi sono subito accaparrata a chiamarla. – Splendido appartamento, finiture altolocate . – Signor Giovanni, sappi che lei ha una pazienza salmonica . – L’anno scorso sono andato a Milano da un luminario . – Ti mando questa mail perché dobbiamo già pensare al budjet per l’anno prossimo. Se vuoi leggerti questo romanzo sul tuo eBook reader, lo trovi gratis su Amazon, con Kindle Unlimited. E c’è anche la versione cartacea , se preferisc...

Consolazioni impossibili

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sabato 30 luglio 2011 Interno agenzia, ore diciannove. La signora aveva le mani che tremavano e continuava a giocare nervosamente col portachiavi. Dopo averle mostrato le schede di quasi tutti gli appartamenti che avevamo a disposizione nella zona che le interessava, ha ringraziato e detto che mi avrebbe fatto sapere al più presto, poi si è alzata e si è avviata verso l’uscita. Con la mano già sulla maniglia si è fermata e girata verso di me col viso tutto accartocciato, e ha sbottato: – Capisci? Mi ha messo incinta e poi se ne è andato! – Signora, vorrei davvero aiutarla, ma più di un contratto d’affitto io non posso fare… Ha annuito, e dopo essersi scusata è uscita chiudendosi la porta alle spalle. Nella storia delle mie risposte improvvisate malissimo, questa credo vinca il primo premio. Se vuoi leggerti questo romanzo sul tuo eBook reader, lo trovi gratis su Amazon, con Kindle Unlimited. E c’è anche la versione cartacea , se preferisci.   Trovalo su Amazon

Call center

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venerdì 8 luglio 2011 Verso le dieci è suonato il telefono. Un cliente? No, figuriamoci. Dall’altra parte c’era una ragazza con accento slavo. – Buongiorno sono di Enel Energia, devo parlare col titolare. Nelle ultime settimane credo che avremo ricevuto almeno una ventina di telefonate da aziende energetiche, sempre le stesse tre o quattro. E io rispondevo ogni volta con variazioni sul tema della stessa frase: – Abbiamo firmato il contratto pochi mesi fa, non sappiamo ancora quanto spendiamo, quindi non possiamo valutare la bontà o meno della vostra offerta, mi capisce? No non sono interessato a un preventivo gratuito. No, siamo un ufficio, non usiamo il gas per cucinare. Sì che sono sicuro. Ma lo sa che mi ha già chiamato una sua collega ieri? Già le giornate non sono il massimo, perdere tempo e far perdere tempo a questi ragazzi sottopagati che chiamano da call-center sparsi per tutto l’est Europa non rientrava tra le mie priorità. Ma non riuscivo a incazzarmi con loro. Facevo (quasi...

Funerali e Dow Jones

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sabato 11 giugno 2011 – Qualche giorno fa è morta mia mamma e ho speso ottomila euro per fargli il funerale! Otto-mila, ma si rende conto? Sa, cremazione e tutto quanto. Non ci voleva, no. Che quei soldi io volevo usarli per sistemare la casa! Avevo anche già iniziato eh, poi è morta. Volevo mettere pure i serramenti in BCC (sic) , però adesso non li ho più, i soldi dico, e ho detto ai pittori di stare fermi. – I pittori? – Sì, scusi, non i pittori, volevo dire quelli che mettono su le finestre, come si chiamano, mi ha capito. Ma comunque amen, io fortunatamente i soldi… cioè, questi ottomila euro non li ho più, chiaro, però col fatto che gioco in borsa, con le azioni e quelle cose lì, ecco, ho questa fortuna qui. – Non capisco, quale fortuna? – Eh che prima facevo il saldatore, adesso invece gioco in borsa. – Ah ok, adesso è chiaro. Dunque, mi dica lei, quando pensa che potrà far sistemare la facciata e gli infissi, ha un’idea? – Mah, bella domanda! Facciamo che la chiamo io? Ché dip...

Di pioppi e sex toys

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martedì 31 maggio 2011 L’altro giorno ero seduto alla scrivania, con lo sguardo fisso sulla strada dall’altra parte dei vetri sottili, perso un po’ nei miei pensieri e vagamente ipnotizzato dal traffico. Poi ho visto un piccolo Toyota arrivare e inchiodare a ridosso degli scalini davanti l’ingresso. È sceso un signore basso e quadrato, coi capelli bianchi, occhiali da sole avvolgenti da americano medio e una busta bianca della spesa nella mano destra. È entrato in ufficio, scrutandomi serio per qualche secondo attraverso le lenti scure, e poi con voce catarrosa, al limite dello sputo inconsapevole, ha chiesto – C’è Alessandro? – Sì certo, è nell’ufficio sul retro. Lo vado a chiamare. – Bene, che ho una cosa da fargli vedere! Ecco, in realtà non aveva detto esattamente così. Giobbe, così si chiama, si esprime quasi esclusivamente in dialetto. Più precisamente nella la variante più grezza e gutturale, tipica delle zone di campagna a sud della provincia. E anche se a soffrirne saranno sf...